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Struttura degli URL: le regole che aiutano (davvero) la SEO

Di Hanna Sanchez · 5 ottobre 2026 · 3 min di lettura
struttura URLredirect 301slugparametri URL
Illustrazione di una barra degli indirizzi con un percorso leggibile diviso da barre, a rappresentare una buona struttura URL
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Un indirizzo come tuosito.com/prodotto?id=48291&cat=12 dice pochissimo a chi lo legge, e anche a Google serve più lavoro per capire di cosa parla quella pagina. La struttura degli URL non è un dettaglio estetico: un indirizzo chiaro aiuta chi clicca a sapere dove sta andando prima ancora di leggere il titolo, e aiuta i motori di ricerca a collegare la pagina all’argomento giusto.

Cosa rende un URL leggibile

Un buon indirizzo descrive il contenuto della pagina con parole vere, non con codici o numeri interni al database. tuosito.com/scarpe-running-uomo comunica subito il tema; tuosito.com/p=48291 no, né a un visitatore né a un motore di ricerca che prova a capire la pagina senza aprirla.

Quattro regole pratiche

  • Corto ma completo Abbastanza lungo da essere chiaro, abbastanza corto da restare leggibile. Evita di infilarci ogni categoria e sottocategoria del sito.
  • Trattini, non underscore Google legge parola-chiave come due parole separate, mentre parola_chiave rischia di essere letto come una sola. I trattini restano lo standard.
  • Minuscolo, sempre /Scarpe-Uomo/ e /scarpe-uomo/ possono essere trattati come due indirizzi diversi, con il rischio di contenuto duplicato.
  • Niente parametri superflui ID di sessione, codici di tracciamento o filtri temporanei nell’indirizzo creano infinite varianti della stessa pagina, che confondono la scansione.

Cambiare gli URL di un sito già online

Se il sito esiste già con indirizzi poco chiari, cambiarli comporta un rischio reale se non fatto bene: ogni vecchio indirizzo deve reindirizzare con un redirect 301 al nuovo, altrimenti si perdono i link che altri siti puntano verso quella pagina e il posizionamento già conquistato. Non è un lavoro da fare alla leggera, e vale la pena farlo solo se il beneficio è concreto, non per un capriccio estetico.

Data o ID nel percorso

Un indirizzo come /2019/03/articolo-seo/ lega per sempre la pagina a quella data, anche se il contenuto viene aggiornato anni dopo, un dettaglio che può scoraggiare il clic su un risultato di ricerca, facendolo sembrare vecchio. Meglio un percorso senza data, che lascia il contenuto libero di essere aggiornato senza sembrare superato.

FAQ

Gli URL brevi posizionano meglio di quelli lunghi?

Non è la lunghezza in sé a contare, ma la chiarezza. Un indirizzo breve e vago vale meno di uno un po’ più lungo ma preciso sull’argomento della pagina.

Google stesso non ha mai indicato una lunghezza ideale: l’obiettivo è che una persona capisca il contenuto della pagina solo leggendo l’indirizzo, non rispettare un numero di caratteri.

Conviene includere la parola chiave nell’URL?

Sì, quando è naturale farlo: aiuta sia chi legge sia i motori di ricerca a capire subito il tema della pagina.

Non forzarla se rende l’indirizzo goffo o ripetitivo rispetto al titolo. Un URL naturale, letto ad alta voce, deve avere senso.

Devo usare trattini o underscore nei miei URL?

Trattini. Google conferma di leggere il trattino come separatore tra parole, mentre l’underscore può essere interpretato come parte di un’unica parola.

Se il tuo sito usa già gli underscore da anni, valuta il cambio solo insieme a un piano di redirect: non conviene farlo per questo dettaglio da solo.

Cambiare gli URL di un sito esistente fa perdere posizionamento?

Può succedere, ma solo se i redirect non vengono fatti bene. Con un redirect 301 corretto su ogni vecchio indirizzo, la perdita è minima o nulla nel tempo.

Il rischio vero è dimenticare qualche indirizzo, o reindirizzare tutto verso la home invece che verso la pagina equivalente. Un controllo dei link rotti dopo la migrazione aiuta a scoprirli.

Le maiuscole nell’URL sono un problema?

Possono esserlo, perché /Pagina/ e /pagina/ sono tecnicamente due indirizzi diversi per un server web, con il rischio che vengano trattati come contenuto duplicato.

La soluzione più semplice è usare sempre minuscolo su tutto il sito, fin dall’inizio, così il problema non si presenta mai.


Questo articolo ha scopo informativo. I risultati SEO dipendono da molti fattori e i tempi variano da sito a sito.